L’esecutivo ha dato il via libera in Consiglio dei ministri al Piano nazionale di ripresa e resilienza

  • Approvato il Piano strategico del governo per il quinquennio 2021-2026;
  • Il 27% delle risorse sono destinate alla digitalizzazione;
  • Nella Missione 1 i fondi di Italia digitale 2026: dalla PA alla reti ultraveloci.

È stato approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito del programma Next Generation EU, il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea per sostenere la ripresa economica dopo la crisi causata dalla pandemia.

Il Piano è composto da un corposo pacchetto di investimenti e riforme, con l’obiettivo, tra gli altri, di accelerare la transizione ecologica e digitale, modernizzare la Pubblica Amministrazione, rafforzare il sistema produttivo, raggiungere una maggiore equità di genere, generazionale e territoriale.

Complessivamente, il 27% dei fondi è dedicato alla digitalizzazione.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza

L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del programma Next Generation EU.

Si tratta del Dispositivo per la ripresa e resilienza (Rrf) e del Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori di Europa. Il solo Rrf garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, da impiegare nel periodo 2021-2026. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.

Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro.

Missione 1, gli obiettivi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è organizzato in sei missioni.

La Missione 1, che è dedicata a “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura”, prevede uno stanziamento complessivo pari a 49,2 miliardi e punta a promuovere la trasformazione digitale del Paese, modernizzare la Pubblica Amministrazione, sostenere l’innovazione del tessuto produttivo, investire in due settori strategici del Paese, turismo e cultura.

In particolare, la Missione 1 risponde a sei obiettivi:

  1. Digitalizzare la Pubblica Amministrazione, sia attraverso importanti riforme strutturali che interventi tecnologici ad ampio spettro;
  2. Abilitare gli interventi di riforma della PA, semplificando i procedimenti e investendo in competenze e innovazione;
  3. Sostenere gli interventi per la riforma della giustizia attraverso investimenti nella digitalizzazione;
  4. Favorire la transizione digitale per tutto il tessuto produttivo italiano, con particolare attenzione alle Pmi, alle filiere produttive, alle competenze tecnologiche e digitali;
  5. Portare connettività ad alte prestazioni, in tempi certi, su tutto il territorio nazionale;
  6. Investire in infrastrutture digitali per il monitoraggio satellitare e più in generale nei settori della space economy e delle tecnologie emergenti.

Italia digitale 2026

La transizione digitale rappresenta un’enorme opportunità per aumentare la produttività del Paese, generare occupazione, garantire un più ampio accesso all’istruzione e alla cultura, colmando, così, i divari territoriali. Nonostante i recenti miglioramenti, l’Italia è ancora in ritardo per quel che riguarda i termini di adozione digitale e innovazione tecnologica, come evidenziato dall’ultimo aggiornamento dell’indice DESI, che vede il Paese collocato al 24° posto fra i 27 Stati membri dell’UE.

L’ambizione del governo è recuperare il terreno perduto, riportando l’Italia nel gruppo di testa in Europa, nell’ottica degli obiettivi individuati dal Digital Compass 2030.

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