Lombardia approva la prima legge regionale sui data center

La Regione Lombardia compie un passo importante verso il governo della trasformazione digitale approvando una nuova normativa dedicata all’insediamento dei data center sul territorio regionale. Il provvedimento, approvato dal Consiglio regionale, introduce per la prima volta un quadro normativo organico destinato a regolamentare la realizzazione di nuove infrastrutture digitali, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’utilizzo delle aree dismesse e alla gestione delle risorse energetiche.

Una legge per governare la crescita dei data center

La Lombardia rappresenta oggi uno dei principali poli europei per lo sviluppo dei data center, grazie alla presenza di infrastrutture avanzate, alla centralità geografica e alla forte attrattività economica del territorio.

Secondo l’assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Risorse Energetiche, Massimo Sertori, il nuovo provvedimento nasce con l’obiettivo di colmare un vuoto normativo che fino ad oggi aveva accompagnato la crescita del settore.

La legge introduce infatti procedure più chiare e uniformi, offrendo agli investitori tempi certi e un percorso amministrativo definito, favorendo al tempo stesso uno sviluppo coerente con le esigenze del territorio e della pianificazione regionale.

Priorità alle aree dismesse e alla rigenerazione urbana

Uno degli elementi centrali della nuova normativa riguarda la scelta delle aree destinate ad accogliere i nuovi centri dati.

La Regione punta infatti a privilegiare i cosiddetti “brownfield”, ovvero aree industriali dismesse o già urbanizzate, limitando il consumo di nuovo suolo e incentivando i processi di rigenerazione urbana.

L’obiettivo è favorire la crescita delle infrastrutture digitali senza compromettere ulteriormente il territorio, recuperando spazi già esistenti e valorizzando zone oggi inutilizzate.

Energia, reti elettriche e recupero del calore

Tra gli aspetti più rilevanti affrontati dalla legge vi è il tema dell’impatto energetico dei data center.

Le nuove infrastrutture richiedono infatti grandi quantità di energia elettrica e possono incidere significativamente sulle reti di distribuzione locali.

Per questo motivo la Regione Lombardia prevede attività di monitoraggio e coordinamento, oltre a promuovere sistemi di recupero del calore prodotto dai server. Il calore residuo potrà essere riutilizzato attraverso reti di teleriscaldamento o altri impieghi energetici efficienti, contribuendo a migliorare la sostenibilità complessiva degli impianti.

Maggiore attenzione al consumo idrico

La normativa affronta anche il tema dell’utilizzo dell’acqua, una risorsa sempre più strategica per il funzionamento dei moderni data center.

Saranno incentivati sistemi di raffreddamento ad alta efficienza e tecnologie capaci di ridurre il ricorso all’acqua potabile, con l’obiettivo di limitare l’impatto ambientale delle nuove strutture.

La Lombardia apripista in Italia

Per l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, la Lombardia diventa la prima regione italiana a dotarsi di una disciplina specifica dedicata ai data center.

Una scelta che conferma il ruolo strategico della regione nell’economia digitale nazionale e che punta a coniugare crescita tecnologica, attrazione degli investimenti e tutela ambientale.

Anche l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha evidenziato come il provvedimento rappresenti un importante equilibrio tra innovazione e sostenibilità, introducendo standard avanzati per accompagnare lo sviluppo infrastrutturale del territorio.

Un settore strategico per il futuro digitale

La crescita dei data center è strettamente legata all’espansione del cloud computing, dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali che cittadini e imprese utilizzano quotidianamente.

Con questa legge, la Lombardia punta a gestire in modo ordinato lo sviluppo delle infrastrutture digitali, garantendo regole certe agli operatori e assicurando che l’innovazione proceda di pari passo con la tutela del territorio, delle risorse energetiche e dell’ambiente.

Il provvedimento rappresenta inoltre un segnale importante per l’intero Paese, aprendo la strada a un modello normativo che potrebbe essere adottato anche da altre regioni italiane nei prossimi anni.

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