In Italia il mercato del digitale vale 77 miliardi

Il settore digitale in Italia sta vivendo una crescita costante, con un aumento del 2,4% che abbraccia diverse aree, tra cui il cloud, la sicurezza informatica, i big data e i servizi di telecomunicazione.

Il mercato del digitale italiano continua a mostrare segni di crescita, con un valore complessivo di 77,1 miliardi di euro nel 2022, registrando un aumento del 2,4%. Secondo il rapporto “Il digitale in Italia 2023” realizzato da Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting cube, sono i settori del cloud, della cybersecurity, dei big data e dei servizi informatici a trainare questa crescita, mentre le componenti tecnologicamente più mature registrano una diminuzione.

Analizzando nel dettaglio, i servizi ICT evidenziano un aumento del 8,5% raggiungendo i 14,8 miliardi di euro, grazie alla spinta del cloud, del mobile business e dell’IoT. Anche i contenuti e la pubblicità digitali registrano una crescita del 6,3%, arrivando a 14,5 miliardi di euro, mentre il segmento del software e delle soluzioni ICT aumenta del 6,2%, raggiungendo un valore di 8,6 miliardi di euro.

In controtendenza, il mercato dei dispositivi e sistemi registra una diminuzione del 1%, con una significativa flessione nel segmento dei dispositivi Home & Office. Allo stesso modo, i Servizi di rete Tlc continuano a evidenziare performance negative, con una diminuzione del 2,7%. Questi dati confermano la necessità di una ripresa in tali settori e di una maggiore attenzione per stimolare la crescita.

Nel periodo 2023-2024 si prevede una crescita ancora più significativa del mercato digitale, con un aumento del 3,1%, che si prevede sarà superiore alla crescita complessiva dell’economia nel suo insieme (+4,3%). Tuttavia, diversi fattori influenzeranno questo biennio. Sarà importante valutare l’effettivo utilizzo delle risorse destinate ai progetti di digitalizzazione nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nonché la fattibilità di tali progetti in contesti territoriali e operativi complessi. Le dinamiche nazionali e internazionali avranno un impatto significativo, e l’incertezza economica potrebbe persistere, con un aumento dei costi sia interni che esterni al settore ICT.

Tuttavia, guardando oltre il 2024 fino al 2026, gli investimenti nei servizi di cloud computing, nelle piattaforme di cybersecurity e nelle soluzioni di gestione dei big data continueranno ad essere una priorità. La spesa in questi settori sta crescendo a tassi superiori alla media complessiva, in linea con le esigenze del mercato che sta concentrando l’attenzione sull’identificazione, la sperimentazione e il consolidamento dei casi d’uso ad alto valore per le proprie attività.

I dati del 2022 riflettono un panorama in cui gli approcci e le attitudini verso il settore digitale sono diventati strutturali. La migrazione verso il cloud è diventata un fenomeno consolidato, coinvolgendo diverse industrie e rappresentando una prova della volontà generale delle aziende di sostenere progetti ambiziosi quando possibile. Non sorprende l’aumento dell’importanza della privacy e della sicurezza, considerando la crescita dei cyberattacchi anno dopo anno (+169% rispetto al 2021). Inoltre, si osserva una crescente adozione di soluzioni innovative per l’esperienza e l’interazione con i clienti, oltre all’utilizzo sempre più rilevante di sistemi avanzati di analisi dei dati e delle informazioni basati sull’intelligenza artificiale. Questi fattori riflettono la continua evoluzione del settore digitale e l’importanza di adattarsi alle sfide e alle opportunità che esso offre.

Secondo l’analisi del presidente di Anitec-Assinform, Marco Gay, che apre il rapporto, la pandemia ha accelerato significativamente il mercato digitale e ha portato a un profondo cambiamento nella consapevolezza delle imprese, delle famiglie e della pubblica amministrazione sul ruolo del digitale nel migliorare l’efficienza, la produttività e l’accessibilità, nonché la qualità dei processi, dei servizi e delle informazioni.

La crescita dei servizi innovativi riflette il cambiamento in atto nel mondo delle imprese. Il rapporto dedica uno spazio alla trasformazione delle supply chain e delle filiere produttive grazie alla leva digitale. Non sorprende che le regioni del Nord Ovest e del Centro Italia trainino ancora il mercato digitale italiano, rappresentando il 62% della spesa totale. Lombardia, Lazio e Veneto si distinguono come le regioni con una spesa digitale più significativa.

Tuttavia, le competenze rappresentano ancora una sfida importante. Secondo un’indagine svolta da NetConsulting cube su circa 100 aziende medio-grandi, vi sono settori tecnologici caratterizzati da una maggiore intensità progettuale, come l’analisi avanzata dei dati, la cybersecurity, il cloud e le architetture. In questi ambiti, la carenza di competenze potrebbe ostacolare gli sforzi di digitalizzazione delle imprese.

La questione delle competenze rimane una priorità da affrontare per garantire una transizione digitale efficace e di successo.

Ti è piaciuto questo articolo?

Iscriviti alla nostra newsletter gratuita e unisciti a una community di appassionati come te!

Condividi sui social
Potrebbero interessarti
Related news