CyberSec2023

Il digitale in Italia 2022

Il rapporto Anitec-Assinform giunge alla sua 53a edizione.Il 2021 è stato il secondo anno di pandemia. Un anno complesso, vissuto tra restrizioni
e ritorno alla normalità, che ci ha visto soprattutto impegnati nel ricercare una coesione
europea e nazionale cristallizzata dall’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
nel solco del Next Generation EU.

Per il nostro settore, il 2021 è stato un anno in linea con il 2020. Il mercato vale oltre 75,3
miliardi di euro, con una crescita del 5,3%.

Come già nel 2020, nel 2021 abbiamo accentuato e normalizzato l’impiego di soluzioni
digitali per vivere, dal lavoro allo studio. I dati sull’utilizzo di device e sugli investimenti in
tecnologie ci rassicurano sulla ormai diffusa percezione che il digitale è qui per restare. Da
sola la crescita dei Digital Enablers è indice di una dinamicità del settore: tra il 2021 e il
2025, l’IA crescerà del 20,9%, del 26,5% la Blockchain, del 16% la Cybersecurity.
È un dato positivo, che va al di là delle previsioni economiche, perché vuol dire che culturalmente la società e il nostro sistema produttivo stanno acquisendo sempre più confidenza con l’innovazione digitale.

Sul fronte occupazionale, se i dati sulle web vacancy da un lato preoccupano le nostre
imprese alla ricerca di personale qualificato, dall’altro testimoniano con maggior evidenza
quanto l’ICT sia una prospettiva di futuro per i giovani con oltre 89 mila web vacancy delle
professioni ICT nel 2021.

Il 2021 ci lascia, quindi, con nuove consapevolezze e maggiori responsabilità.
Penso alle istituzioni e alle tante amministrazioni – soprattutto sanitarie – spesso travolte
dalla spinta alla digitalizzazione imposta dal PNRR. Oggi entriamo nella fase più difficile,
dalla progettazione all’esecuzione dei progetti. Ci vorrà il lavoro di tutti – dalle amministrazioni centrali e locali alle imprese – fianco a fianco e assicurare il rispetto dei tempi e la corretta esecuzione dei progetti. Tertium non datur.

Penso alle imprese: insieme agli strumenti di incentivazione pubblica, dobbiamo spingere
per una maggiore diffusione delle opportunità offerte dal digitale mettendoci al servizio
delle nostre PMI. Abbiamo le sedi e gli strumenti per farlo, dobbiamo raccontare, ascoltare
e condividere priorità ed esigenze.

Penso ai giovani, ai lavoratori in cerca di nuovi percorsi di formazione, ai NEET. Le imprese
ICT possono essere al fianco del sistema di formazione per mettere a disposizione strumenti, soluzioni digitali, piattaforme di education e offrire nuove occasioni di crescita e
nuovi orizzonti occupazionali. Giochiamo appieno il nostro dovere di attori della società, per
non lasciare nessuno indietro.

Ancora ai giovani deve essere rivolto il nostro impegno, per rivitalizzare il nostro sistema
dell’innovazione, stimolando la loro spinta imprenditoriale, spingendoli a tirare fuori la loro
creatività e a farsi promotori del loro futuro.

Il biennio che ci lasciamo alle spalle ha colpito soprattutto i ragazzi, con la difficoltà nel portare avanti le attività didattiche e la riduzione della loro socialità. Il 2022 si è avviato sotto i rumori della guerra in Europa, riscoprendo il cattivo sapore di un conflitto tra blocchi che volevamo immaginare ormai nel passato remoto.

Stiamo vivendo un contesto di estrema incertezza che non può che preoccuparci. Ma
è questo il momento per affrontare i nodi che frenano le nostre potenzialità. La crisi
energetica ci impone di pensare a nuove soluzioni per garantire il fabbisogno energetico,
sfruttando al meglio le tecnologie e continuando a investire sulla ricerca per migliorare
l’efficienza dei consumi.

Possiamo cogliere questo momento per riprogettare il nostro sistema produttivo, puntando
su produzioni di eccellenza e all’avanguardia, che integrino i Digital Enablers con la nostra
tradizione industriale. Pensiamo a come riprogettare gli spazi in cui viviamo grazie alla nostra eccellente cultura civile, alle nuove città sempre più smart e connesse. Guardiamo al
futuro della mobilità che rispecchierà i bisogni dei giovani, via via sempre più alla ricerca di
un nuovo modo di condividere e spostarsi nel tempo e nello spazio.
Proviamo a immaginare un’industria agroalimentare che tenga insieme il bisogno di efficientare il consumo delle materie prime e la crescente domanda di cibo nel mondo, sfruttando le tecnologie digitali che possono garantire sicurezza, qualità e migliori performance.

Guardiamo ai prossimi anni con la fiducia della conoscenza, investendo sull’innovazione e
su ciò che ci distingue: la passione per il fare impresa, la nostra cultura e la nostra tradizione imprenditoriale.

Lavoriamo insieme per progettare il futuro che vogliamo lasciare in eredità ai nostri giovani.
Ma facciamolo con loro.

Marco Gay
Presidente Anitec-Assinform

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