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Gemini: la IA che rivoluzionerà il mondo

Nel 2016, AlphaGo, un programma di intelligenza artificiale sviluppato dal laboratorio DeepMind AI di Google, ha fatto la storia sconfiggendo un campione nel gioco da tavolo Go.

Questo evento ha dimostrato l’incredibile potenziale dell’IA nel superare le capacità umane in ambiti complessi e strategici. L’avvento di nuove innovazioni nel campo dell’IA continua a ridefinire i confini delle nostre possibilità e ad aprire nuovi orizzonti per il progresso tecnologico.

Demis Hassabis, cofondatore e CEO di DeepMind, ha recentemente annunciato che il suo team di ingegneri sta impiegando le tecniche sviluppate per AlphaGo nel creare un nuovo sistema di intelligenza artificiale chiamato Gemini.
Secondo Hassabis, Gemini sarà più avanzato e potente rispetto alla tecnologia che sta dietro a ChatGPT di OpenAI. Questo nuovo sviluppo promette di portare ulteriori progressi nel campo dell’IA e di ampliare le possibilità di applicazione di queste tecnologie in vari settori. L’incessante competizione tra i principali attori dell’IA continua a spingere l’innovazione e ad alimentare la corsa verso soluzioni sempre più avanzate e sofisticate.

Gemini, il progetto in fase di sviluppo da parte di DeepMind, è un modello linguistico di grandi dimensioni che si basa sul testo ed è simile per natura a GPT-4, che alimenta ChatGPT.
Tuttavia, ciò che rende Gemini unico è l’intenzione di combinare le tecniche utilizzate in AlphaGo, il programma che ha sfidato e sconfitto i campioni di Go, con l’obiettivo di conferire al sistema nuove capacità come la pianificazione e la risoluzione dei problemi. Questa fusione di approcci diversi potrebbe portare a un sistema di intelligenza artificiale più versatile e in grado di affrontare sfide complesse in modo più efficace. Il team di DeepMind sta lavorando per integrare queste tecnologie e aprire nuove prospettive per l’IA, spingendo sempre più avanti i confini delle capacità umane e dell’apprendimento automatico.

Secondo Hassabis, una delle sfide più importanti riguarda la comprensione e la gestione dei rischi associati a un’IA più potente. Egli sottolinea l’importanza di condurre ulteriori ricerche, in particolare riguardo ai test di valutazione, per determinare le capacità e il grado di controllo dei nuovi modelli di intelligenza artificiale.
A tale scopo, DeepMind sta valutando la possibilità di rendere i propri sistemi più accessibili agli scienziati esterni. L’idea è quella di consentire al mondo accademico di avere un accesso precoce a questi modelli all’avanguardia, al fine di promuovere una collaborazione aperta e inclusiva e affrontare il problema dell’esclusione degli esperti esterni dalle grandi aziende nella ricerca sull’IA più recente. Questo approccio potrebbe contribuire a un dibattito più ampio e a una migliore comprensione delle implicazioni e delle sfide etiche e sociali legate all’IA avanzata.

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