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F2i investe 1 miliardo in Netco: la corsa delle fondazioni per un futuro digitale

In una mossa che segna una significativa evoluzione nel panorama delle telecomunicazioni italiane, il fondo F2i-Rete digitale, guidato da Ravanelli, si prepara a investire 1 miliardo per acquisire il 10% di Netco, la società che accoglierà la rete fissa di Tim. Questo ambizioso progetto vede la partecipazione attiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che mira a raggiungere una quota del 20%, e la Fondazione Crt, che ha deliberato un investimento di 15 milioni.

La Fondazione Crt, terza per patrimonio gestito in Italia con circa 2,3 miliardi di euro, sottoscriverà una quota del veicolo F2i-Rete digitale, unendosi ad altri investitori istituzionali. Il presidente della Fondazione Crt, Fabrizio Palenzona, sottolinea l’importanza di questo investimento come contributo strategico allo sviluppo dell’infrastruttura delle telecomunicazioni, rafforzando così il tessuto tecnologico del Paese.

L’impegno della Fondazione Crt rappresenta solo uno dei vari tasselli che compongono la strategia di F2i, che conta anche sull’investimento di altre importanti fondazioni, tra cui Cariplo e Compagnia di San Paolo. Le casse previdenziali, come Enpam, Cassa Forense e Cassa dei geometri, hanno già deliberato l’adesione, contribuendo con fondi che dovrebbero superare i 400 milioni complessivi.

Mentre F2i conclude la raccolta del Fondo V con un incasso di 1,563 miliardi, il fondo sta valutando l’interesse di assicurazioni, fondi pensione e family office italiani. Tutto ciò testimonia l’importanza strategica dell’infrastruttura delle telecomunicazioni e l’attenzione crescente del settore finanziario verso questo settore.

Parallelamente, nel mondo delle telecomunicazioni, l’offerta di Iliad per Vodafone Italia attira l’attenzione. Nonostante non sia ancora stata formalizzata come offerta vincolante, questa mossa segnala l’intenzione di Iliad di giocare un ruolo significativo nel mercato italiano delle telecomunicazioni. Gli analisti di Intermonte suggeriscono che questa proposta potrebbe influenzare le trattative in corso tra Fastweb e Vodafone, aprendo nuove prospettive nel competitivo scenario delle telecomunicazioni italiane.

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