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Wi-Fi 7: L’evoluzione del networking e le sfide per le aziende italiane

L’avvento del Wi-Fi 7 si prospetta come una svolta significativa nel panorama del networking, ponendosi come una valida alternativa all’affidabile Ethernet. Tuttavia, la domanda cruciale è: le aziende sono veramente pronte per questo avanzamento tecnologico?

Sebbene il Wi-Fi 7 rappresenti un notevole passo avanti in termini di velocità e funzionalità, la transizione potrebbe non essere immediata, soprattutto nel contesto italiano. L’Ethernet, con i suoi costi infrastrutturali consolidati nel tempo, non sarà facilmente rimpiazzato da un giorno all’altro. L’adozione del Wi-Fi 7 potrebbe trovare spazio in progetti specifici, come ristrutturazioni edifici o nuove implementazioni, piuttosto che in una sostituzione su larga scala delle infrastrutture esistenti.

Le aziende italiane potrebbero non essere pronte a rivedere radicalmente le proprie reti per adottare il Wi-Fi 7, almeno non nell’immediato. Secondo IDC, nel 2021, il 60% delle unità totali nei progetti di reti wireless enterprise era già compatibile con il Wi-Fi 6, indicando una transizione graduale piuttosto che un salto repentino verso nuovi standard.

L’evoluzione tecnologica del Wi-Fi 7, formalmente noto come IEEE 802.11be o EHT (Extremely High Throughput), promette una notevole crescita. Con un Maximum Link Rate da 1376 a 46120 Mbit/s su bande di frequenza da 2,4, 5 e 6 GHz, il Wi-Fi 7 supera notevolmente il suo predecessore. Tuttavia, la sua adozione potrebbe essere più agevole in contesti specifici, come progetti IoT, automazione industriale o comunicazioni tra l’Edge e le sedi centrali.

La questione della sicurezza, con il supporto a WPA3 e altre caratteristiche ereditate dal Wi-Fi 6E, è una considerazione fondamentale. Nonostante le promesse di velocità eccezionali fino a 46 Gbit/s e caratteristiche avanzate, sostituire completamente l’Ethernet richiederà un approccio ponderato da parte delle aziende.

In conclusione, mentre il Wi-Fi 7 rappresenta un passo avanti tecnologico significativo, le aziende italiane potrebbero adottare un approccio cauto nell’upgrade delle loro reti. L’equilibrio tra innovazione e infrastrutture consolidate sarà una sfida chiave nei prossimi anni.

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