Leonardo Interactive, candidato come nuovo centro nevralgico del videogioco “made in Italy”

Sì, è assolutamente possibile fare rete in Italia per il settore dei videogiochi e trovare un punto comune verso cui far convergere il talento degli sviluppatori, la visione dei finanziatori e il sostegno delle istituzioni. Iniziative come Iidea, l’associazione di categoria che si impegna da anni a valorizzare e sostenere la crescita del settore dei videogiochi in Italia, e realtà come Leonardo Interactive, che si pone come nuovo punto di riferimento nel panorama videoludico italiano, rappresentano passi importanti in questa direzione.

Eventi come quello vicino a Spoleto, dove sono state presentate le prime immagini di Simon the Sorcerer: Origins, non solo consentono di mostrare i frutti del lavoro degli sviluppatori italiani, ma anche di promuovere il dialogo e la collaborazione tra i vari attori del settore. L’intenzione di trasformare questo momento in un appuntamento annuale è un segno di impegno costante per far crescere l’industria dei videogiochi nel paese e gettare le basi per una maggiore rilevanza e visibilità a livello nazionale ed internazionale.

Per riuscire in questo intento, sarà fondamentale coinvolgere e sensibilizzare non solo i talentuosi sviluppatori, ma anche i finanziatori, le istituzioni e l’intera comunità videoludica italiana. Solo con uno sforzo congiunto e un’attenzione costante al potenziale del settore dei videogiochi, sarà possibile superare i pregiudizi e le difficoltà attuali, aprendo la strada a nuove opportunità di crescita e successo.

Leonardo Interactive

Leonardo Interactive è un publisher con sede a Roma, che comprende anche uno studio di sviluppo chiamato Leonardo Productions. L’azienda ha già pubblicato la visual novel “Dry Drowning” e sta completando un card game strategico chiamato “Shattered Heaven”. Inoltre, è in arrivo il gioco horror in stile “Resident Evil” chiamato “Daymare 1994”, previsto per il 30 agosto.

L’idea di creare Leonardo Interactive è nata in modo giocoso anni fa, quando il figlio di Caltagirone gli chiese perché non potessero fare un videogioco tutto loro. Questo ha fatto riflettere Caltagirone sulla forte influenza delle culture anglosassoni e giapponesi sui suoi figli. Da lì, è nata l’idea di utilizzare i videogiochi come mezzo per far conoscere all’estero la cultura e le capacità italiane. Nel 2017, è stata avviata un’iniziativa sperimentale che ha portato alla fondazione di Leonardo Interactive e Leonardo Productions. L’obiettivo principale è quello di valorizzare gli studi di sviluppo italiani e promuovere idee originali con calma e senza bruciare tappe, cercando di fare rete con altre realtà italiane del settore.

Un prossimo importante passo per il progetto è rappresentato da “Simon the Sorcerer: Origins”, sviluppato dai liguri Smallthing Studios e previsto per il 2024. Si tratta di un ambizioso progetto che si è avvalso della consulenza degli sviluppatori originali del gioco e che offre un’esperienza grafica completamente disegnata e animata a mano. La distribuzione del gioco sarà sia digitale su PC che in edizione fisica su Xbox, PlayStation 5 e Switch. Il gioco funge da prequel del primo capitolo della saga di Simon e ci riporterà al 1993, con un’eccellente colonna sonora che cattura il gusto nostalgico dell’epoca.

Leonardo Interactive ha l’intenzione di creare un polo del videogioco italiano senza però imitare modelli come la Silicon Valley o creare distretti fisici. La collaborazione avviene con studi di sviluppo sparsi in tutta Italia, e l’azienda intende trasformare gli eventi come quello di Spoleto in occasioni di confronto e sinergia con tutti i livelli del settore e con altre realtà al di fuori del mondo del gaming. L’obiettivo è favorire uno scambio culturale e professionale per far diventare il videogioco un tassello significativo del “made in Italy“.

Rapporto di Iidea

I dati positivi riportati nel rapporto annuale di Iidea, che ha incoronato i giochi italiani dell’anno, dimostrano un notevole progresso nel settore dei videogiochi in Italia. Il passaggio da una realtà dominata da startup a quella di piccole e medie imprese indica una crescita costante, con un aumento del 50% degli addetti nel corso di due anni, coinvolgendo ora 2400 professionisti nella produzione di videogiochi. Il fatturato generato nel 2022 è stato stimato tra 130 e 150 milioni di euro, mostrando un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.

Questi dati incoraggianti proiettano il settore verso un futuro promettente, in cui l’industria italiana dei videogiochi cerca di sviluppare una propria identità e dimostrare che intraprendere una carriera nel settore non richiede necessariamente di guardare all’estero. La visione di Leonardo Interactive sembra allinearsi a questo obiettivo, cercando di valorizzare le eccellenze italiane e trovare un linguaggio unico per superare barriere culturali e geografiche.

Il settore dei videogiochi richiede pazienza e dedizione, proprio come la produzione di vino, per affinare il prodotto e superare gli ostacoli lungo il percorso. L’impegno di Leonardo Interactive e di altre realtà nel settore è mosso dalla passione per i videogiochi, ma anche dalla volontà di creare uno spazio in cui le idee possano trasformarsi in realtà e i talenti vengano valorizzati. Caltagirone sottolinea che credono veramente nel settore e vogliono contribuire a posizionare l’Italia come un importante hub per l’industria dei videogiochi a livello internazionale.

Con una crescita costante e l’impegno di aziende come Leonardo Interactive, il futuro del settore videoludico italiano sembra promettente e potrebbe diventare un rilevante attore nel panorama globale dell’industria dei videogiochi.

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