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Leonardo in overdrive: Il supercomputer Bolognese al limite!

L’elaboratore ad alte prestazioni “Leonardo” inaugurato a novembre 2022 presso il consorzio interuniversitario Cineca a Bologna è già ampiamente utilizzato, con una crescente richiesta di risorse di supercalcolo. Cineca, composto da 117 enti pubblici, ha dichiarato che la domanda supera l’offerta, e il supercomputer ha raggiunto il livello di saturazione. Il presidente e la direttrice generale del Cineca, Francesco Ubertini e Alessandra Poggiani, hanno sottolineato che la richiesta di supercalcolo, in particolare per allenare l’intelligenza artificiale, è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi 18 mesi.

Il supercomputer “Leonardo” è attualmente la sesta macchina più potente al mondo per la potenza di calcolo, ma si posiziona come la seconda per le applicazioni di intelligenza artificiale. Viene utilizzato per una vasta gamma di applicazioni, tra cui previsioni meteorologiche, studio delle galassie, particelle elementari, materiali, sviluppo di farmaci, accelerazione dei trial clinici e creazione di gemelli digitali. Settori in crescita nella richiesta di risorse di supercalcolo includono le scienze della vita, con particolare attenzione alla genomica per la personalizzazione delle cure e lo sviluppo di nuovi farmaci.

Per giugno è previsto l’arrivo di un upgrade del supercomputer chiamato “Lisa“, reso possibile dal sostegno della Commissione europea e del governo italiano. Questo upgrade consentirà a Leonardo di rimanere tra i primi dieci supercomputer al mondo fino al termine del suo ciclo di vita nel 2027.

Nel frattempo, si sta già pensando al successore di Leonardo. Tra il 2026 e il 2028, presso il Tecnopolo di Bologna, sarà installato un supercomputer di nuova generazione e di categoria post-exascale, con una potenza di oltre un miliardo di miliardi di calcoli al secondo, superando notevolmente la potenza di Leonardo.

Inoltre, il Tecnopolo di Bologna sta considerando di diventare un centro di calcolo quantistico nel futuro, affiancando Leonardo nella ricerca e nei test di informatica quantistica, un settore ancora in evoluzione e potenzialmente rivoluzionario. Ubertini ha dichiarato che i computer quantistici esistono già, ma attualmente non sono abbastanza grandi e affidabili per la ricerca industriale, e sarebbe necessario riscrivere tutti i software per sfruttarne appieno il potenziale.

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