Il cloud vola in Italia: +24% grazie all’intelligenza artificiale

Il mercato del cloud in Italia sta vivendo una crescita senza precedenti, alimentato dall’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale. Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il settore ha registrato un aumento del +24% rispetto all’anno precedente, segnando il tasso di crescita più alto degli ultimi sei anni.

Un balzo in avanti grazie all’AI

La crescita del mercato del cloud in Italia nel 2024 è stata spinta dalla crescente adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese. Questa tecnologia, che richiede ingenti quantità di dati e una notevole potenza di calcolo, ha trovato nel cloud la sua infrastruttura ideale. Alessandro Piva, direttore dell’on, sottolinea che “l’87% delle soluzioni AI all’interno delle grandi aziende italiane sfrutta modelli di servizio cloud”, rendendo la nuvola un pilastro fondamentale per la digitalizzazione delle imprese.

Questa forte dipendenza del cloud dall’intelligenza artificiale ha accelerato la transizione delle aziende italiane verso un’infrastruttura tecnologica sempre più connessa e flessibile. La spinta maggiore è arrivata dal settore del Public & Hybrid Cloud, che ha visto una crescita del +30% raggiungendo i 4,8 miliardi di euro di spesa.

IaaS, PaaS e SaaS: le componenti in crescita

Il mercato del cloud in Italia è suddiviso in diverse componenti, ognuna delle quali ha registrato una crescita significativa:

  1. IaaS (Infrastructure as a Service) ha dominato il mercato con una crescita del +42%, raggiungendo i 2,1 miliardi di euro. Questo segmento è guidato dall’aumento dell’uso delle Virtual Machine per ambienti di sviluppo e produzione, dimostrando come le aziende scelgano il cloud come infrastruttura di base per le loro applicazioni più innovative.
  2. PaaS (Platform as a Service) ha registrato un incremento del +23%, spinto dall’uso crescente di modelli di intelligenza artificiale, come gli LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni), messi a disposizione tramite API.
  3. SaaS (Software as a Service) ha visto una crescita positiva del +21%, raggiungendo i 1,8 miliardi di euro. Questo aumento è legato all’integrazione di funzionalità di AI nelle piattaforme di gestione documentale e collaboration, rendendo più efficienti i processi aziendali.

Le sfide per le PMI italiane

Nonostante la crescita globale del mercato del cloud, l’adozione tra le piccole e medie imprese (PMI) rimane stabile, con un tasso del 67%. Tuttavia, le PMI che già utilizzano il cloud stanno espandendo il loro impiego, con un aumento del +21% nella spesa per il Public e Hybrid Cloud, raggiungendo un valore di 581 milioni di euro. Le PMI, pur non avendo ancora accelerato in modo significativo l’adozione del cloud, stanno cominciando a riconoscere i vantaggi di questa tecnologia, specialmente per l’integrazione di servizi basati sull’intelligenza artificiale.

La normalizzazione del cloud-native nelle grandi imprese

Nel 2024, il 84% delle grandi imprese italiane ha migrato la totalità o parte dei propri dati critici in cloud. Questo riflette un elevato livello di fiducia verso il cloud, con un ricorso limitato alla “repatriation”, ossia il ritorno dei dati su sistemi on-premise, che è stato riscontrato solo nel 2% delle aziende. Questa transizione segna l’affermazione del paradigma cloud-native, dove le imprese sviluppano nuovi servizi digitali direttamente sulla nuvola, riducendo l’uso di infrastrutture tradizionali.

Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation, ha dichiarato che l’esperienza acquisita dalle aziende ha portato a una crescente maturità nell’adozione del cloud, correggendo scelte affrettate fatte in passato e rivedendo le architetture per migliorare l’efficienza operativa.

Ostacoli e criticità da affrontare

Nonostante il rapido sviluppo del cloud, ci sono ancora alcune criticità che frenano la completa adozione di questa tecnologia. Il 58% delle grandi organizzazioni segnala difficoltà nel controllo della spesa per i servizi cloud, un problema che può diventare ancora più complesso con l’espansione dei servizi basati sull’AI. Inoltre, la mancanza di competenze specifiche rimane un grosso ostacolo: il 54% delle aziende dichiara di non avere sufficienti skill in ambito cloud, mentre il 43% evidenzia lacune nella cybersecurity.

Mariano Corso, anch’egli Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, sottolinea come l’ecosistema italiano ed europeo debba sviluppare politiche industriali mirate a rendere la filiera digitale più competitiva e resiliente. “Solo attraverso il miglioramento delle competenze e modelli di innovazione condivisi si potrà affrontare questa fase di trasformazione”, afferma Corso, evidenziando l’importanza di strumenti basati sull’AI per ottimizzare la gestione delle risorse e affrontare le sfide legate alla cybersecurity.

Il mercato del cloud in Italia è in forte espansione, con una crescita del +24% alimentata dall’adozione crescente dell’intelligenza artificiale. La transizione verso il cloud-native sta diventando una realtà per le grandi imprese italiane, mentre le PMI iniziano a sfruttare le opportunità offerte dalle infrastrutture cloud. Tuttavia, per mantenere questo slancio e garantire una trasformazione digitale efficace, sarà cruciale affrontare le sfide legate alle competenze e alla governance delle risorse cloud, supportando una filiera digitale sempre più competitiva.

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