Il panorama della cybersicurezza in Italia è stato al centro dell’intervento di Gabriele Faggioli, presidente del Clusit, durante la giornata inaugurale del Digital Security Festival. Con un discorso diretto e di forte impatto, Faggioli ha lanciato un allarme sulla vulnerabilità digitale del Paese, evidenziando l’urgenza di maggiori investimenti per colmare il divario con altre nazioni europee e internazionali.
Faggioli, anche direttore scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, ha descritto uno scenario preoccupante: “Gli attacchi informatici non rallentano, ma crescono con preoccupante rapidità” ha dichiarato, evidenziando come l’Italia, rispetto a Paesi come Francia e Germania, investa cifre nettamente inferiori per rafforzare la propria difesa digitale. La presenza frammentata di piccole e medie imprese (PMI) e pubbliche amministrazioni con scarse risorse di sicurezza informatica contribuisce, secondo Faggioli, a creare un sistema nazionale vulnerabile e frammentato.
Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale: Una minaccia senza adeguata protezione
Nel suo intervento, Faggioli ha posto l’accento anche sui rischi connessi alla crescente digitalizzazione e alla transizione verso l’intelligenza artificiale (IA), soprattutto in un Paese che fatica a raggiungere livelli adeguati di competenze digitali, come evidenziato dall’indice DESI della Commissione Europea. “Senza adeguati investimenti in formazione e infrastrutture digitali,” ha sottolineato, “l’Italia rischia di diventare una meta privilegiata per i cybercriminali internazionali.” Il divario tra l’innovazione tecnologica e la lentezza degli investimenti nella sicurezza digitale, infatti, amplifica il rischio di attacchi.
In chiusura, Faggioli ha esortato le aziende italiane, soprattutto le PMI, a considerare la cybersicurezza non come una spesa, ma come un investimento strategico di lungo termine, indispensabile per proteggere i dati e mantenere la competitività in un mercato globale. “Non possiamo competere se continuiamo a finanziare l’innovazione con investimenti che sono una frazione di quelli europei o americani,” ha affermato, aggiungendo che il rischio non riguarda solo la competitività, ma anche la sicurezza e la stabilità del sistema economico italiano nel contesto delle minacce digitali.
Un Invito all’Azione: Il Futuro della Cybersicurezza in Italia
Il Digital Security Festival proseguirà fino all’8 novembre, con appuntamenti in tutto il Triveneto, per sensibilizzare su un tema che riguarda non solo gli addetti ai lavori, ma l’intera popolazione. L’evento rappresenta un’importante occasione per promuovere la cultura della sicurezza digitale e l’urgenza di creare un ecosistema in cui imprese, istituzioni e cittadini possano adottare strategie di protezione e crescita sostenibili nel lungo termine.

